Un momento mistico e catartico nel luogo più insospettabile.

Uno spazio sacro, intimo, dove l’introspezione ma anche il profano e gli eccessi si mescolano concedendo privacy e libertà espressiva.

Uno spazio che contiene leggerezza e fonde elementi che,  anche se in antitesi, regalano qualcosa di puro e genuino in una società vorticosa e sempre più invadente.

Un luogo per riflettere e concedersi ciò che sembra perduto…il TEMPO… semplicemente chiudendo una porta. 

Un’occasione per mettersi in discussione, per accettarsi, per pensare e perché no…per fare liste 

(la prima canzone a cui penso è “Shitlist” delle favolose L7)

ecco un estratto del testo, da ascoltare:

When I get mad
And I get pissed
I grab my pen
And I write out a list
Of all the people
That won’t be missed
You’ve made my shitlist
For all the ones
Who bum me out
Shitlist
For all the ones
Who fill my head with doubt
Shitlist
For all the squares
who get me pissed
Shitlist
You’ve made my shitlist
Shitlist
Shitlist
When I get mad
And I get pissed
Shitlist
I grab my pen
And write out a list
Shitlist
Of all you assholes
Who won’t be missed
You’ve made my shitlist
Shitlist

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