Chiuditi nel bagno e fai un sospiro. Ecco, sei libera come una sirena che infila per scherzo una pinna nello scarico, così, per sentire che c’é un altro mondo, una possibilità, altre vie acquee e subacquee. Poi svuota la coppetta mestruale sulla ceramica bianca ed ammira i tessuti che hai creato, pronti a loro volta a creare altre sirene dalla codina morbida e dagli occhi attentissimi. Ce ne sono due fuori dalla porta, se le lasciassi entrare vorrebbero tuffarsi insieme a te nella vasca e soffiare la schiuma dei giorni fino ad altre sponde, fino all’Adriatico o fino a una fogna buia multicolore, una caverna delle meraviglie marce. Basta, hai finito, è ora di uscire, torna sui due piedi nel mondo asciutto. Però la vedi, ce l’hai sempre, ti rimane quella squama verderame sul ginocchio.









Foto di Susanna Tosatti