Ciao a tutti i Lettori! 

Con il mio gruppo di amici, quando ancora non eravamo troppo in confidenza, abbiamo iniziato a sviscerare – un po’ per scherzo e un po’ per rendere meno monotone le serate invernali – argomenti e topic che molte persone considererebbero troppo privati da esternare a terzi. 

Però, prima di continuare, mi presento rapidamente: mi chiamo Matteo, ho 22 anni e sono uno studente di Ingegneria all’Università di Modena e Reggio Emilia. Convenevoli fatti, possiamo proseguire.

Tutto iniziò una noiosa sera a casa di S. e L., con delle semplici e innocue domande scomode: “Quante volte al giorno cagate?”, “Quanto tempo rimanete sul cesso?”… rimanendo ancora sul filone della poca indiscrezione.

Ci fu un botta e risposta di varie domandine, ovviamente il tutto guarnito da commenti e risate velate da un sottile imbarazzo… al momento la cosa sembrava essersi fermata lì: chi avrebbe avuto il coraggio di spingersi oltre quella sera? 

Passarono le settimane e ancora niente, il nostro tabù era rimasto lì, perso tra le mura di quella casa. Una sera si ripresenta la solita noia, ed è qui che entra in gioco N. che, dal nulla, se ne uscì con:  “Raga! Guardate qui che cazzo mi è uscito dal culo stamattina!”. 

Gelo nella stanza: un mix d’imbarazzo, disgusto e curiosità. 

In mano aveva il suo telefono, con la foto a schermo intero della sua CREAZIONE, così gli piacque chiamarla. Inevitabilmente il silenzio venne rotto dalle nostre risate: da una parte S. lo insultava, dall’altra io e L. che lacrimavamo dal ridere. Quella sera vidi del potenziale in quella scena, questa poteva essere replicata più e più volte. 

Creai un gruppo Whatsapp con noi pochi eletti non deboli di stomaco, dove potevamo inviare le nostre creazioni e commentarle a vicenda ma non sapevo ancora come chiamarlo, non doveva essere qualcosa di banale. Senza neanche farlo apposta, qualche giorno dopo ci riunimmo nella sala studio di un centro commerciale; N. doveva andare in bagno a pisciare. Dopo 20 secondi lo vedemmo tornare, correndo e ridendo: aveva sul telefono un’altra foto. Cazzo se era incredibile questa! 

Un’intera smerdata sulla tavolozza del cesso, non nel buco, tutta sul bordo! Ma non era questa la chicca o, come si suol dire, “la ciliegina sulla torta”… bensì una nocciola intera incastonata nell’ammasso di merda, che rubava tutta la scena. Io impazzii: adesso tutto aveva senso! Presi il mio telefono e creai il fatidico gruppo: «Er Nocciola», per omaggiare l’artista di quella favolosa opera.

La creazione di quel gruppo fu una rivoluzione, ora potevamo dare sfogo a tutta la nostra fantasia. Ogni settimana che passava si aggiungevano decine di foto indiscrete alla nostra galleria: c’era chi la usava per monitorare i propri escrementi e chi ritraeva solo le cagate più strane. Non scherzo se dico di aver visto quasi tutta la tavolozza dei colori in quelle foto (ovviamente anch’io ero membro attivo delle condivisioni).

“200g di pasta = 200g di merda”
“Finalmente hai fatto centro”
“Matteo ha vinto, c’è poco da dire”
“È molto da te una smerdata così”
“Letteralmente un gavettone di merda”
“Niente da fare, la ciambella dovete smerdarla per forza”
“Purè di cacca”
“È grossissima”
“Double shit”

Questi sono solo alcuni dei commenti presenti su «Er Nocciola», per questioni logistiche non potevo aggiungerne altri, ma immaginate quanti ce ne possano essere a fronte di circa 400 foto… La magia durò qualche mese, poi ognuno iniziò a postare sempre meno, fino a quando la chat non diventò deserta. 

Il 3 Marzo 2025 N. riuscì a ridare vita al tutto: ci mostrò un’app globale dove tutti potevano postare foto di sé sulla tazza del cesso. Immaginate di avere accesso ai bagni e alle intimità di persone sconosciute sparse per il mondo, senza censure… privacy? andata completamente a puttane.

Sul momento ci fu entusiasmo da parte di tutti, tant’è che si aggiunse anche G. al nostro quartetto, ma ci fu poco da fare: flop gigantesco dopo meno di una settimana. 

Che applicazione di merda… 

Quella svolta negativa fu un bene: ci accorgemmo che nulla poteva surclassare la semplicità e la storia di come nacque «Er Nocciola». Così, pian piano, tornò l’entusiasmo del primo periodo. 

Adesso il gruppo funziona perfettamente e tutti postiamo con regolarità le nostre creazioni.

Matteo

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