Sono le 10.30 del mattino e ancora una volta non ho sentito la sveglia, dovevo essere all’università mezz’ora fa, ovviamente ieri sera ero troppo stanca per fare la doccia e quindi mi tocca farla ora. Sono in ritardo, come sempre.

Cazzo! Sta finendo lo shampoo, devo assolutamente ricomprarlo stasera, quando torno da lezione.

Sono sempre stanca, ho così tante cose da fare che non riesco mai ad organizzarmi. Sono ormai le 11.30, come ho fatto a metterci così tanto per lavarmi i capelli? Forse è perché ogni volta che esco dalla doccia devo sempre stare avvolta nell’accappatoio, seduta sul gabinetto a guardare il vuoto. A cosa penso per tutto quel tempo? Non ne ho la minima idea. Guardo lo specchio appannato e quelle goccioline umide che scorrono lungo le piastrelle. La stufetta elettrica mi scalda e io rimango lì, immobile, con i capelli arrotolati nell’asciugamano, mentre il tempo scorre e io sono paralizzata. Quanto mi piace, però.

Devo correre fuori però che è tardi. Mi sono dimenticata ancora una volta il pranzo al sacco nel frigo, per una volta che l’avevo preparato. Non importa, comprerò qualcosa fuori, ora devo muovermi.
Non posso crederci. Mi sono nuovamente scordata di comprare lo shampoo. Com’è possibile che io non riesca mai a portare a termine nessun piccolo compito?

Dopo questa lunga giornata non vedo l’ora di lavarmi i capelli.
Non è possibile. Mi sono dimenticata un’altra volta di comprare lo shampoo, ormai è troppo tardi, è già mezzanotte. Ma che ho fatto per tutto questo tempo, dopo cena? Vediamo se riesco a ricavarne qualche goccia, diluendolo con un po’ d’acqua, per oggi ce lo faremo bastare. Domani mattina vado al supermercato. Faccio la spesa e compro anche i prodotti per il bagno che mi mancano. Domani compro tutto di sicuro. Per stasera va bene così. Che noia svuotare la spesa, fosse per me lascerei tutto nei sacchetti all’ingresso per giorni, un po’ come stendere la lavatrice o rimettere i vestiti nell’armadio una volta asciutti.
No. Non ci posso credere, non è possibile. Mi sono di nuovo dimenticata di comprare i prodotti per il bagno.

Carta igienica? Dai, ho ancora un rotolo, per qualche altro giorno dovrebbe bastare. Ora non ce la faccio proprio a uscire di nuovo, devo studiare e stasera voglio uscire. Tassativo.

Ho i capelli sporchi, direi molto sporchi, devo assolutamente lavarli. Vediamo, lo shampoo ovviamente non c’è, ma non importa. Cosa posso usare? Ma sì, il bagnoschiuma andrà bene. Per una volta non succederà niente (vero?). Al massimo saranno solo un po’ più crespi.

Merda, sta finendo pure quello, non ci credo, sembra uno scherzo, si sono tutti schierati contro di me. Ma d’altronde come dar loro torto, non sono credibile né affidabile. Guardami, guardati, sei irriconoscibile, sporca come sei. Dovresti, anzi, dovrei vergognarmi.

Domani li compro. Alba, sì, parlo proprio con te che mi guardi attraverso il mio riflesso nello specchio, domani compriamo quel dannato shampoo, non voglio diventare pelata! Promettimelo!! Ti prego! Giuro solennemente a me stessa che domani mi ricorderò di comprare tutto ciò che mi serve. Perfetto.

Non riesco a muovermi, è già passata un’ora e sono ancora seduta sul gabinetto, è umiliante, non so nemmeno cosa ho fatto in quest’arco di tempo, l’unica cosa certa è che la mia forza di volontà è più debole di quella dello shampoo. Che vergogna. In tutto ciò sono ancora qui, ferma a guardare il nulla cosmico davanti a me.

Il tubetto di shampoo, che parola fastidiosa, spremuto al massimo del suo potenziale, mi guarda facendosi beffe di me. Sembra che mi parli, come se mi giudicasse per la mia incapacità di agire. “Come fai a vivere se non riesci nemmeno a sostituirmi?”, mi chiede.

Sto impazzendo, mi sto facendo sfottere da uno shampoo finito ahahah. Ma dai. Devo fare qualcosa, ma quando entro in questo loop non riesco a distinguere nemmeno la veglia dal delirio. Può essere che mi stia parlando e abbia preso vita? Forse per giudicare la mia inettitudine? Effettivamente anche uno scadente detergente intimo si arrogherebbe il diritto di umiliarmi, tant’è che qualsiasi oggetto, anche un pezzetto di carta igienica usato che galleggia come una zattera alla deriva nel water, prenderebbe vita pur di mortificarmi.

Bene, ora devo asciugarmi i capelli. Ma sono solo io che non riesco mai ad asciugarli del tutto ? Mi blocco, mi perdo nella vastità dell’orizzonte che mi osserva, restando ferma in questo mio piccolo universo che è il bagno. Ne sono la regina, ma al contempo la prigioniera. Sono io che mi perdo nel riflesso o lo specchio che si smarrisce dentro me? Boh.

I capelli sono ancora bagnati, che noia asciugarli. Dovrei farlo bene perché altrimenti se esco che sono ancora umidi mi ammalo, sicuro. Eppure non ce la faccio proprio. Da quando è che non pulisco il bagno? Che orrore la polvere appiccicata al lavandino e quei capelli bagnati e sommersi dall’umidità che si incollano al pavimento.

Ok, devo passare assolutamente la spugna, non posso andare avanti così. Faccio schifo. Ce l’ho fatta, ora tutto il bagno splende, ci avrò messo almeno tre ore. Com’è possibile che i capelli siano ancora bagnati? È quasi ora di uscire, come al solito ci ho messo troppo tempo a fare tutto. Pazienza, oggi non voglio arrivare in ritardo, metterò un cappello e via.

Che serata quella di ieri, forse ho bevuto un po’ troppo. Oggi non esco di qua nemmeno sotto tortura. Me ne sto nel caos di casa mia che tanto è domenica e non devo fare assolutamente nulla.

Sono esausta, voglio solo tornare a casa e fiondarmi sotto una doccia bollente. Questi giorni sono estremamente stressanti, la mole di lavoro all’università mi sta uccidendo, è tutto un “no”, un “rifallo” e “insisti”. Lavorare a un progetto personale è un vero inferno, a volte.

NON CI POSSO CREDERE. Ho comprato la carta igienica ma non lo shampoo e il bagnoschiuma.

Mi sento una vera stupida. Mia madre mi direbbe che a furia di ripetermi “lo faccio dopo”, poi dimentico tutto, come sempre. Effettivamente ha ragione. Sono adulta, eppure non so davvero uscire da questa situazione.

Una persona normale ora correrebbe fuori di casa per recarsi al negozio più vicino e comprare tutto ciò che le serve. Capita a tutti, in fondo, di scordare delle cose.
No, non io. Io non ce la faccio. L’unica cosa che riesco a fare è fumare una sigaretta e rassegnarmi al fatto che oggi mi laverò i capelli con la saponetta per le mani perché, va bene tutto, ma io con i capelli sporchi non ci uscirò mai!

Ustionarmi la pelle sotto la doccia con l’acqua bollente è il mio rituale preferito. L’acqua che mi scorre calda sulla faccia, gli occhi chiusi, la musica, il vapore tutt’attorno mi racchiude in una nuvola di pace. Silenzio interiore.

Riesco finalmente a non pensare, è come se le note delle canzoni, accompagnate dal getto dell’acqua, riuscissero a far tacere quel rumore indistinto che si dipana nella mia testa. Non provo ansia. Sto bene. Il tubo della doccia perde — forse dovrei cambiarlo — ma in questo momento non mi interessa. Va benissimo così.

Sembra quasi di essere sotto quelle pseudo cascate termali che emanano una nebbia di vapore che ti acquieta fino quasi a svenire. Che goduria! Mi basta chiudere gli occhi e mi trovo lì, assuefatta totalmente da quella nebbia teporosa che mi avvolge, facendomi dimenticare chi sono e dove mi trovo. Ah, che pace!

Dannazione, lo shampoo! Dov’è sparita la mia mente questa volta? Mentre mi strofinavo il cuoio capelluto con una maledetta saponetta? Domani però è un altro giorno. Riuscirò a ricordarmi le cose che devo fare? Tipo comprare lo shampoo? Alba, dai, non prendiamoci in giro, per favore.

Oggi ce l’ho fatta. Alleluia. Finalmente posso liberarmi di quel tubetto vuoto che mi fissava ogni volta che mi lavavo i capelli, dicendomi: “Guarda che li perderai se continui così, ahaha! Sei una fallita.” Ora però ho vinto io. Dopo giorni e giorni sono riuscita a trascinarmi fino al negozio. Ho comprato lo shampoo e ho cambiato marca. Tiè!

Tutto questo non potevo farlo dieci giorni fa? Troppo facile.
Ricapitoliamo:
sono dovuta arrivare a lavarmi i capelli con il sapone per i piatti, ad avere la testa quasi squamata, per obbligarmi a uscire di casa, sfinita, per comprare quel cavolo di tubetto di shampoo.

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