In soffitta entri abbassando un po’ la testa.
C’è il tetto poco sopra.
Bastava fosse un po’ più in alto
e sarebbe stata una stanza
uno studio, una camera.
Invece entrando devi fare un inchino.
Dentro c’è molto passato, più o meno recente.
Una luce, fioca, si sforza.
La finestra si apre solo a metà
(basterebbe metterla a posto).
Sarà un casino buttare tutta questa roba,
affrontare che non serve più,
far fuori il superfluo.
L’aliante giocattolo di mio padre bambino.
Faldoni di documenti di scartoffie di foto
I nonni in foto di tanto tempo fa
sono bellissimi anche ingialliti.
Continuo a frugare.
Il vecchio hi-fi e le sue cuffie
Possono servire in futuro?
Il cambio per la prossima stagione.
Fogli di vecchi temi.
(Questo cos’è?)
Una scatola di cavi, e una di fogli nuovi.
Questo libro sta qua rifiutato ma sembra bello.
Cosa stavo cercando?
Per fortuna non ho fretta.
In questo spazio superfluo
Afferro un affare (un po’ graffiato).
Non è quello che cercavo ma lo porto giù:
siamo fratelli.