La prima soffitta del mio cuore è stata quella di Sarah Crewe. La protagonista di Lovely Sara, uno dei cartoni animati dei miei pomeriggi a guardare Bim Bum Bam. E anche del libro La piccola principessa di Frances H. Burnett.
Sara, ricca allieva del collegio di Miss Minchin, finisce relegata su in soffitta dopo avere perso padre e soldi. Dopo un’infanzia di agi e lussi, si ritrova a fare la serva e vivere di stenti e maltrattamenti. Ma lei, di natura gentile – anche troppo – e pacata, con la sua fantasia trasforma il solaio
in una reggia e un rifugio per le altre bambine bullizzate.
È stata lei a insegnarmi quanto può essere magica una soffitta.
Perché le soffitte possono essere davvero posti incantati. Sono polverose, colorate, grigie, piene di ragni, puzzano, un forno d’estate, una ghiacciaia d’inverno. Ma rimangono posti incredibili per chi ha la fortuna di saperli vedere davvero.
La seconda soffitta del mio cuore è stata quella dei nonni, nella loro casa di campagna. Ah, quello era davvero un solaio incantato! Si entrava da una porticina anonima e poi subito la magia. Una vecchia poltrona illuminata dalla luce che cadeva dall’abbaino, bauli, cassette e scatoloni, dove trovavo sempre qualcosa di incredibile. Le pagelle del nonno, i quaderni di scuola della mamma. E poi una scaletta a pioli per andare su su, proprio sotto al tetto. E anche qui potevo curiosare tra gli oggetti e le testimonianze di vite contadine passate.
E poi la soffitta della casa dei miei genitori. Mi si gelavano le dita quando la mamma mi mandava a stendere in solaio, perché d’inverno gli stendini stavano lì. E sudavo da morire quando ci dovevo andare d’estate a cercare qualcosa. Qualcosa che regolarmente non trovavo perché era tutto accatastato, tutto incastrato, traballante e buio. Perché non c’era mai abbastanza luce per vedere bene.
Ma se ci fosse luce nei solai allora non sarebbero solai magici. E una soffitta dovrebbe proprio essere così, come quella dei miei nonni o dei miei genitori. Ho visto soffitte tutte ordinate, mezze vuote, addirittura pulite. Cosa si può trovare di bello in soffitte così? Una soffitta deve essere disordinata, ingombra, stipata. Deve essere una geografia caotica e zeppa della vita di una famiglia.
Oggi non ce l’ho più una soffitta. La vecchia casa dei nonni è disabitata. Ho barattato la magia delle soffitte con la responsabilità dell’età adulta.
Con una casa ordinata, pulita, e un sottotetto troppo basso per accumulare tesori. Non so neanche come ci si arriva a quel sottotetto. Mi manca la soffitta.
Adesso devo cercare la magia in altri posti, e non la trovo spesso. Ma ogni tanto salgo nella soffitta dei miei genitori. E la trovo sempre così: un posto pieno di possibilità e di incanto.
