EN

L’accesso alla mia soffitta è nella stanza degli ospiti nella mia casa d’origine.

Guardi in alto, prendi un bastone, apri una botola e tiri giù la scala a molla. Più sali e più la scala si allunga.

Da quando abbiamo restaurato il tetto la mia soffitta è diventata un semplice magazzino in cui non amo salire perchè rischio ogni volta una frattura cranica per il tetto basso.

Però per me è bella, affascinante anche se non proprio pulita.

In un posto dove prende vita l’immaginazione da piccoli io e i miei cugini ci avevamo
attrezzato una palestra.

Attualmente ci sono oggetti di tutto il clan familiare ammassati con una logica misteriosa: cose che servono ma non tutto l’anno, cose che sono servite (in casi eccezionali possono tornare utili) e cose che non serviranno più ma non vuoi buttare.

Ad esempio, valigie, cappotti, carrozzine per neonati, oggetti per l’infazia, accessori legati alla degenza, tende e lampade per il campeggio, quaderni e libri scolastici.

Anche io nel tempo ho conservato un progetto legato alla mia formazione . Un capo presentato venti anni fa alla mia tesi di laurea che già ai tempi rappresentava un accessorio démodé e rustico.

Realizzato con stoffe di vecchi abiti, i colori che sfumano dall’artificiale al naturale, le perle come le esperienze del nostro vissuto.

L’ho rimodellato così è ancora attuale e più pratico.

La soffitta è vicina al cielo e puoi origliare il riposo degli uccelli.

Foto in bianco e nero di Daniela Martella: una ragazza con i capelli lunghi in posa teatrale davanti a un armadio con vestiti appesi.

Questo articolo ti ha fatto impazzire?
SOSTIENICI con una donazione!

PAYPAL(friends & family): dentro.fanzine@gmail.com
CON IL MESSAGGIO: “Tua email x DENTRO”

  • 15 € per avere soffitta, il primo numero di DENTRO
  • 25 € soffitta + bagno
  • 38 € soffitta + bagno + stampa fine art A4
  • 68 € soffitta + bagno + stampa fine art A4 + calendario + mystery box!