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RI Mamma mia nonna, ma quante foto sono?
MC Eh io ne tenevo assai di più. Ma quello tua mamma e e’ zie’ toje’ se le sono prese. Qua stai tu con tuo fratello, quando eravate piccoli.
Ma questa non sono io… questa è Sara con Annarella.
No, sei tu. Guarda come stavi bellella…
Nonna, ma queste sono foto recenti!
Ma che dici? Queste le ho conservate dal mio viaggio in America. Stavano nella valigia.
Nonna… quando sei andata in America?
Mmmm… mi sembra nel ‘95, ‘94… so’ jut con zi’ Teresa, che Rafilina se n’era appena andata, forse da qualche anno, che s’era sposata a quello.
Eh vedi, io ancora non ero nata. Nonna, ma dove andaste tu e nonno Peppe in viaggio di nozze?
Io? A nisciuna parte!
Come da nessuna parte?
Nun lo feci ‘o viaggio di nozze.
Ma come mai? Papà mi ha raccontato che i nonni di là, nonna Regina e nonno Vincenzo, andarono a Napoli, a me fa così strana questa cosa. Non era mica un viaggio.
Pure noi dovevamo andare… mmmm… non a Napoli, a Pompei. Nonno Peppe voleva andare a Pompei, la mattina dopo il matrimonio. A chilli tiemp già era assaje andare a Napoli o a Pompei.
E allora perché non ci andaste?
Perché ‘a suocera, ‘a mamma e nonno Peppe, si mise in mezzo. Disse che voleva venire pure lei con noi. «Io vengo pure io» disse. E io che feci? Dissi che nun me sentivo bene e che avevo mal di pancia e che volevo restare a casa, non esisteva.
Non ci credo. Ma eravate sposati ormai, perchè voleva venire pure lei? Ma quindi non era vero che non stavi bene?
Ma io preferivo restare a casa! Meglio nun partire proprio. Poi andammo a Pompei qualche mese dopo da soli e diciamo che quello fu una specie di viaggio di nozze ja.
Nonna, ma qua in questa foto stanno rompendo i piatti? Ma poi chi sono queste persone? Le tue sorelle?
Famme verè. Sì, questi sono Zietta e il marito. Il giorno del matrimonio, ‘na femmina di solito ‘a mamma o ‘na zia… lanciava ‘nu piatto ‘nterra.
Ma io ‘sta cosa me la ricordo. Ma perché si faceva?
Fortuna, accussì dicevano e viecchi’ antic.
E chi lo fece al tuo matrimonio?
Mia mamma. Ma mo mica si fa più questa cosa. Quando Mino si sposò lo feci io però, mi ricordo, è stato l’ultimo matrimonio poi quello di Veronica già non lo abbiamo fatto.
Nonna, e il vestito? Questo è il tuo vestito da sposa?
Sì, quello è. Ma nun era mio, sai? Me lo prestò mia cugina, Assunta. Nun si comprava. Te lo facevi prestare da chi stava meglio, da chi ce l’aveva. Quello è ‘o vestito di Assunta, me lo diede lei. E poi… chi altro lo mise? Aspetta… Filomena! Sì, Filomena, ‘a cognata mia, ‘a sorella e nonno Peppe. Lei si sposò due anni dopo di me e mise lo stesso vestito.
Quindi quel vestito fece almeno tre matrimoni?
Eh sì, almeno. Forse pure di più, nun me ricordo. Girava ‘o vestito, passava da una sposa all’altra. Così si faceva. Nun c’erano soldi per comprarlo nuovo ogni volta. E poi… ehhhh… a quei tempi nun era importante avere ‘nu vestito tutto tuo. L’importante era sposarsi, nun ‘o vestito.
E ti piaceva?
Mi piaceva, sì. Era elegante, con i pizzi… Nun era proprio bianco, era più… come si dice… avorio, color crema. Guarda, si vede pure qua. Era bello, mi sentivo ‘na signora.
E zia Filomena quando lo mise?
Nel ‘57, mi pare. Sì, due anni dopo. Io mi sposai nel ‘55, lei nel ‘57. Assunta me lo prestò, io poi lo prestai a Filomena. E chissà chi altro lo mise dopo… nun lo saccio più.
Nonna, ma poi avevate tutte la stessa taglia?
Sai quello poi se serviva si aggiustava come volevi, si accorciava, si allungava, a come eri così te lo facevano. Si andava addù a’ sarta che faceva ‘e modifiche. Ma chi è questa? Sono io?
Sì nonna, sei tu. Il giorno del tuo matrimonio, come eri bella e giovane, ma nonno Peppe era un bambino.
Quanti anni che sono passati mamma mia… Io avevo diciannove anni, nonno Peppe ventidue. Eravamo giovani, non sapevamo niente della vita. Ci sposammo e basta, così si faceva.
Nonna ma voi, tu e nonno Peppe vi conoscevate da tanto prima di sposarvi o era tipo quei matrimoni combinati?
Da qualche anno. Lui lavorava dove stavo io con la casa quindi ci vedevamo. Ma nun è che ci frequentavamo come fate voi adesso. Ci vedevamo da lontano, ci salutavamo. Poi mandò a chiedere tramite suo fratello, Santolo.
Mandò a chiedere? Significa che prese informazioni?
Sì, così si faceva. Nun veniva lui direttamente. Mandò Santolo da mio padre, a dire che Peppe mi voleva bene e che voleva venire a casa nostra. Santolo stava nel mercato, se sapevano co’ pat’m.
Lo mandò a testare il terreno! E poi venne lui ufficialmente a casa a chiedere la mano?
Sì, mio padre disse di sì, Peppe era conosciuto, la famiglia era seria. Poi stavano bene a soldi ed erano brave persone, e quindi disse sì.
Ma a te piaceva? Lo volevi sposare? La nonna Regina era così entusiasta di sposare nonno Vincenzo.
Non lo voleva?
Si lo voleva, erano innamorati dice, ma nonno Vincenzo è così dolce, è sempre stato così.
A me mi faceva simpatia! Era basso, ma aveva una bella faccia. Che ti devo dire… a quei tempi non è che aspettavi e t’nnammurà. Arrivava uno e se era buono e se la famiglia diceva di sì ti potevi fidanzare. O’bene veniva tutto dopo, con i figli.
Eh alla fine vi siete innamorati voi?
Poi con gli anni… sì. Quando stette male la prima volta, nel ‘86, e chi durmeva.
La malattia è stata un calvario per tutti. Io conosco le storie solo perché mamma mi racconta ancora, ci sono tanti episodi che non ha mai dimenticato, ma anche le zie eh…
Eh sì, isse sta sempre ca’.

Foto di gruppo in bianco e nero del matrimonio di Teresa Gargiulo e Antonio Oliva, con parenti e invitati in posa.

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