
Gerardo e Immacolata, Sant’Egidio del Monte Albino (SA), 1986
RI Zia, ogni volta che guardo le foto del tuo matrimonio mi sembra di entrare in un’altra epoca!
IP Oh, Gigi, era una giornata piena di emozioni, te lo posso assicurare. Io che cercavo di non farmi vedere troppo agitata, anche se dentro avevo le farfalle nello stomaco, mi sono svegliata all’alba, praticamente non avevo chiuso occhio.
Mamma mia conoscendoti, sapendo quanto sei emotiva.
Ma poi quel giorno vennè a piovere. Ma che cosa potevo fare? Passamo metà giornata chiusi dentro al ristorante.
Vabbè non ci potevi fare niente ormai, l’importante che eravate sposati, poi sposa bagnata, sposa fortunata!
Eh che fortuna con Gerardo, mamma mia!
Lascialo stare! Comunque per me guardare queste foto è emozionante, mamma a casa ne ha qualcuna delle vostre, ma non le avevo mai viste così bene. Ma queste cose che avevate in mano qua che so’? Anche nelle foto che so uscite da zia Rosa c’erano.
Quelle erano le nostre bomboniere, ma perché non si faceva come si fa adesso, con gli oggetti, le ceramiche… a quei tempi là, si faceva diverso. Quando dovevi invitare qualcuno al matrimonio, non mandavi la partecipazione per posta. No, no. Si andava a casa di ogni famiglia, personalmente e portavi la partecipazione insieme alle paste.
Cioè intendi il cartoccio di pastarelle secche? Comunque questa è una cosa che conoscevo, mamma mi racconta che lei portò una piccola torta invece delle pastarelle.
Sì, esatto, proprio i pasticcini di pasta secca. Si prendevano in pasticceria, si mettevano in una scatola bella, e si portavano a mano. Era un gesto, un gesto di rispetto e pure di cortesia.
E poi? Non si davano le bomboniere?
Alla fine della festa sì, ma le bomboniere erano solo i confetti. Niente oggetti, niente ceramiche, solo i confetti, in dei sacchettini di tulle o in delle scatolette semplici. E si davano dopo il cambio d’abito. Quello era un momento importante, a un certo punto, io mi andai a cambiare, mi tolsi l’abito da sposa e misi il vestito da viaggio.
Sì, ma infatti ho notato che si faceva il completo proprio per la partenza per il viaggio di nozze.
Sì, era un abito completamente diverso, ma non era bianco. Il mio era un completo bellissimo. Pure comprai anche scarpe nuove, gioielli nuovi, borsa nuova… Tutto coordinato.
E dopo davate i confetti?
Esatto. Dopo il cambio, prima di salutare tutti e partire per il viaggio di nozze, passavamo poi tra i tavoli e davamo i confetti a ogni invitato.
E voi partiste subito per il viaggio?
Sì, quella sera stessa! Si partiva sempre la sera del matrimonio, appena finito il ricevimento, salutavi gli invitati e te ne partivi, vorrei tornare a quei tempi. Aspetta ti vado a prendere la collana che mi misi io quando partimmo.
Zia è bellissima, ma poi la puoi mettere ancora oggi.
Eh Rosaria se la metta qualche volta.
Sì, dai raccontami altro del tuo matrimonio.
C’era questa usanza, sai? Lo scherzo delle lattine. Gli amici degli sposi, la sera delle nozze, sporcavano la macchina con cui gli sposi dovevano partire per il viaggio di nozze, le attaccavano tutti i buattielli, le lattine vuote dietro, cose di plastica, con lo spago, così facevano rumore quando partivi, poi… la sporcavano di rossetto!
Non ho capito, si sporcava l’auto così per scherzo?
Scrivevano sulla macchina, sui finestrini, sul cofano… Consumavano un sacco di rossetto per fare questa cosa! Anche a noi lo fecero.
E voi dopo il ricevimento vi siete messi a pulire l’auto?
Ehhhh… noi eravamo morti dal ridere, ma pure imbarazzati. Dopo dieci minuti dovemmo fermarci qua, da zio Alfredo a pulire l’auto prima di continuare il viaggio. Senno come facevamo?
E voi dove andaste in viaggio di nozze?
Andammo ad Amalfi cinque giorni e poi ci facemmo mi pare una sola notte a Sorrento.
Mamma invece non fece così, vero? Lei mi pare partì dopo qualche settimana dal matrimonio, poi andarano con gli amici, con Giuseppe e Luisa andarono.
No, tua madre no. Già ai tempi suoi la tradizione stava cambiando. Lei andò in viaggio non subito dopo il matrimonio. E pure le bomboniere erano già diverse, più moderne. Ma tra me e Patrizia ci stanno nove anni di differenza, eh.
E il vestito da viaggio giustamente non lo fece.
Eh no, non le serviva, anche se qualcuno lo faceva ancora in quegli anni lì. Tipo Anna, le sorelle di zia Rosa, lo fecero e si sono sposate poco prima. Adesso poi adesso non lo fa più nessuno. Rimangono con l’abito bianco tutta la sera.
Che emozione guardare queste foto.
Eh sì, un giorno che non dimenticherò mai.
Eccola qua! Questa è la foto con il vestito da viaggio!
Sì! Vedi la collana come faceva bella.
Zia, posso prendere qualche foto di queste?
Sìsì, pigliate tutte cose.
Grazie davvero, zia! Queste foto sono un tesoro, non sapevo ne avessimo così tante, ne ho recuperate tantissime, poi mamma a casa ha cacciato dei portafoto giganti, pieni zeppe di cose. Lei è un’accumulatrice di foto, credimi.
Sì, ma le foto stampate sono tutta un’altra cosa, adesso con i cellulari non si capisce più niente, ma infatti abbiamo stampate anche quelle di Rosy fatte con i cellulari, altrimenti si perdono. Staje facenne proprio una bella cosa figlia mia per la tesi, brava. Guarda il mio vestito com’era bello, andammo a Napoli a comprarlo, qua da noi in paese non c’era niente di serio per certe cose.
Ci sta, era molto bello e anche molto principesco, vabbè si portavano così immagino.
Eh si portavano, poi ogni volta si andava in venti per tutte le prove dell’abito. Con Rosaria venne solo tua madre e Chiara.
Il matrimonio di Rosy è stato fantastico zia, ci siamo divertiti tantissimo, poi soprattutto non era un matrimonio alla napoletana, ma molto sobrio, a me è piaciuto troppo.
E come stava bell Rosaria mia! Quando l’ho vista uscire con quell’abito bianco addosso mi sono messa a piangere, non riuscivo a smettere.
Quando è uscita di casa, io ho visto pure papà che si asciugava gli occhi di nascosto.
E pensa a me, che la guardavo e mi rivedevo io.
Eh, mò che si sposa il figlio maschio senti, secondo me ti dobbiamo prendere da terra a te già lo so!
Ahahahahha! E speriamo che si muove quello! Io voglio dei nipotini prima di farmi vecchia.